Search for
Login | Username Password Forgot? | Email: | Create Account
Books / Literature | Popularity: 0 | Entries: 376 | Modified: 349d 14h ago | | Add to My Feeds
L'amante dell'uomo
June 14th, 2010
La preghiera e le preghiere 978-88-7258-3b.jpg Autore: Adriana Zarri Editore: La Piccola Editrice Prima edizione: --/2007 Edizione corrente: --/2007 EAN-ISBN: 9788872583197 Pagine: 64 Rilegatura: brossura Dimensioni: 12,5x16,5 cm Prezzo di copertina: 4,00 Euro
Descrizione La preghiera si origina dalla relazione amorosa che intercorre tra Dio e l'uomo: Dio prega nell'uomo e l'uomo prega in Dio. La preghiera, "uno stato di innamoramento", come scrive Adriana Zarri, che ha la sua espressione nelle preghiere. Nel silenzio della contemplazione si accoglie la Parola che alimenta la vita, si percepisce la presenza nascosta e la forza creatrice di Dio nella storia. Note biografiche Adriana Zarri, nata a S. Lazzaro di Savena nel 1919. Teologa, saggista, autrice di romanzi. Collabora con diversi periodici. Vive in forma monastica in un eremo del Canavese. Estratto LA PREGHIERA E LE PREGHIERE Un discorso sulla preghiera è molto più complesso di quanto possa forse sembrarci. Potremmo cominciare col chiederci che cos'è la preghiera. Pensiamo tutti di saperlo ma ne abbiamo, di solito, un idea e anche una prassi molto povera. Preghiamo poco e preghiamo male. Eppure non si può dire che, nelle nostre chiese, non si ascoltino esortazioni a pregare, ma sono di tipo prevalentemente devozionale, con forte accentuazione sulla quantità: inviti a recitare formule, a fare determinate pratiche, ad assolvere a taluni adempimenti. Più che a pregare si esorta a recitare preghiere. Anzi, nella mentalità corrente, ci troviamo di fronte ad un equivoco che identifica le due cose, ritenendo che la loro finalità primaria sia ottenere le cosiddette "grazie". E qui noto, di passaggio, l'abituale abbassamento di livello quando si passa dal singolare al plurale. Non dirò del bene che, nel plurale, indica le sostanze patrimoniali, i beni. E già le "sostanze" son cosa ben più povera della "sostanza", sinonimo filosofico di essenza. Ma, per tenerci al nostro campo, sappiamo bene dell'impoverimento cui soggiace la "Parola del Padre" quando discende nelle "parole rivelate". La stessa caduta di tensione la rileviamo nel passaggio tra la "preghiera" - che è dimensione teologale di grande profondità e ricchezza - e le "preghiere" che ne sono l'episodica espressione. Egualmente dicasi per la "grazia" - che è l'inabitazione trinitaria, la vita di Dio in noi - e le "grazie" che sono i piccoli favori che chiediamo e che talvolta ci illudiamo di ricevere da Dio; e son magari il frutto di un naturale svolgersi di eventi. Cominciamo con il parlare della preghiera al singolare; poi parleremo anche del posto che hanno le preghiere nella preghiera e del rapporto tra le due. C'è un passo della scrittura che dice: pregate continuamente (senza intermissione). Se la preghiera fosse la recita di preghiere è evidente che quell'invito sarebbe solo una pia iperbole. Non si può recitare preghiere senza sosta. C'è il momento in cui si recitano preghiere e il momento in cui si deve fare altro. Se quell'esortazione non è un enfasi retorica vuol dire che pregare è altra cosa rispetto al recitare preghiere. Facciamo un paragone che spero sia chiarificatore, rifacendoci all'immagine biblica che parla dell'Alleanza nei termini di amore di coppia (è l'immagine più appropriata). È evidente che amare non è solo fare l'amore, anche se c'è un rapporto molto stretto tra le due cose. Si può amare anche senza fare l'amore. Possono darsi difficoltà (il partner lontano, una malattia o altro) per cui non si può esprimere l'amore con l'amplesso, però l'amore resta. E si può purtroppo anche fare l'amore senza amore, il che è poi sostanzialmente il peccato sessuale. La realtà profonda del peccato di sesso si dà quando c'è un rapporto epidermico, goloso, senza armonizzazione. Il prima, il poi, il dentro, il fuori rispetto alla ritualizzazione - al cosiddetto matrimonio in chiesa - sono elementi in gioco, però non rappresentano il nodo profondo del problema. Il nodo, invece è il "dentro" o il "fuori", la pertinenza o l'estraneità rispetto all'amore che è il vero sacramento della coppia. Si può quindi fare l'amore senza amare e amare senza fare l'amore. Le due cose non coincidono, anche se sono correlate tra di loro perché, in una coppia normale, in cui non ci siano inceppi psicologici o altro, l'amore desidera manifestarsi nel fare l'amore e con vari gesti di tenerezza che esprimono l'amore stesso. È il rapporto tra l'essere e il manifestarsi. Lo stesso rapporto c'è tra la preghiera, che è uno stato di innamoramento di Dio, e la sua espressione nelle preghiere, questo momento forte in cui sospendiamo altre attività per dedicarci esplicitamente, direttamente, esclusivamente a pregare. Ed è come il fare l'amore: il momento forte di un innamoramento, che tuttavia permane sempre anche al di là del gesto. Il concentrarci per meditare o recitare preghiere è il momento in cui si rende esplicito questo stato di amore permanente, in cui consiste la preghiera. Però non è il fatto fondamentale poiché è chiaro che è più importante essere innamorati che fare l'amore; ed analogamente è più importante la preghiera, come stato permanente d'amore, che non la sua manifestazione episodica. .


More from NuoviLibri.It

La Chiesa perplessa 10 Jun 14
Mr Nice 10 Jun 14
Il Dio che viene 10 Jun 14
Coro di funghi 10 Jun 14
Giovane Adamo 10 Jun 14
L'amante dell'uomo 10 Jun 14
Foresta di fiori 10 Jun 14
Il nuovo @mico 10 Mar 17
Rebus di giada 10 Mar 17
Bollicine 10 Mar 17
Favole di Natale 10 Mar 17
La croce incarnata 10 Mar 17

^ Back To Top