Autore: Nicola Mongiardo
Editore:
TA.TI. Edizioni
Prima edizione: 12/2008
Edizione corrente: 12/2008
EAN-ISBN: --
Pagine: 86
Rilegatura: Filo di refe
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Argomento: Poesia
Indice
La noia
Pensiero
Vorrei
Fiume
Dammi
Sei tu
Sfiorami
Che provo?
Cuore arido
L'attesa
La vita
Poesia per te
Beato
L'impotenza
L'ultima volta
Bentornata notte
Ritrovo
Consumare
Mai e poi mai
Essere
Bacetto
Alla società moderna
Un altra te
Dentro noi
A Pasolini
L'impostore
Dare
Utopia
Valli cupe
Alla morte
Divisioni
Odio
Togliere
Politica
Donna
Il calabrese
Cercando
Umanità
Democrazia
Beata ignoranza
Era bellissima
Stato dei potenti
Foglie cadenti
Mostro
Vagare
Trovata!
Profondità
Io contesto
Coscienza
Ignaro
Lacrime di un peccatore occidentale
Vorrei volare
Il contenitore
Il vento
Mille volte
La pessima donna
Vita irreale
Pensiero di te
Oltre
Camminando
Due
Amore
Vorrei essere
Dea dell'amore
Pioggia
Primula
Tic tac
Terre crude
Notte
Quanta vita
Nuda
Ancora silenzio
Note biografiche
Nicola Mongiardo è un giovane laureato che risiede a Catanzaro.
Questo è il suo primo libro pubblicato con
TA.TI. Edizioni.
Estratto
SFIORAMI
La tua mano mi sfiora,
come il tocco di un angelo,
come il mare carezza la spiaggia.
Continua a sfiorarmi,
come il cielo fa con la terra,
un dolce lambire che sembra
un lento amare.
Amabilmente poi
mi sfiori le labbra,
per un gustoso attimo
di dolce vita.
BENTORNATA NOTTE
Cara dolce e buia notte
che trasformi l'irreale in tangibile,
con te tutto è possibile.
Stare con te in silenzio è un piacere,
ascoltare le tue voci è impagabile,
guardare i tuoi fantasmi e parlargli.
Cara notte, tante cose nascondi
all'uomo che non vuole vedere e ascoltare.
Ma io un po' riesco.
Senza te, poveri poeti!
e poveri artisti e sognatori!
grazie di esistere cara notte.
Continua a dilettare le anime
di chi ti sa ascoltare, quelle dei barboni
e degli ubriaconi, che ti cantano inni.
Cara notte il giorno sta per ucciderti,
come sempre, per un paio d'ore,
ma io aspetterò.
Aspetterò il tuo ritorno con ansia e
trepidazione, come fanno i bambini
che attendono la mamma.
Sbrigati giorno a passare
con i tuoi operai stanchi
e gli inutili colletti bianchi.
Sbrigati giorno, col tuo carico
di noia,
lascia scendere lei, la regina dei pensanti.
ALLA SOCIETÀ MODERNA
Come pecore al pascolo
ecco il volgo a passeggiare,
così attenti alla marce nelle vetrine,
poi via, presto!
di corsa a casa c'è la tv,
pronta a sbeffeggiare l'umana
intelligenza.
Società non ti riconosco,
mi fanno pena i tuoi problemi,
mi fanno ridere le tue angosce,
quali scarpe da comprare,
che regalo fare.
Cosa fare non so,
ecco la società dei telepensanti
la tomba dell'umana civiltà.
ALLA MORTE
Buongiorno sono io, la morte,
di tutte le creature son lo spauracchio,
quando arrivo creo un papocchio.
Mi temono tutti, i poveri preganti
e i ricchi sfavillanti.
Dell'Umanità son la cosa migliore,
sì, perché sono l'equilibratrice,
belli, brutti, poveri o potenti
davanti a me tutti stringono i denti.
Che risate che mi faccio,
oppongono tutti resistenza,
si attaccano alla vita come un laccio,
ma io sono la più forte,
alla fine metto tutti alle corde.
Nessuno resiste al mio braccio,
vengo sulla terra come un ciclone
ne prendo alcuni, altri li lascio,
sia chiaro, solo per un momento,
prima poi torno come un tormento,
ma scusatemi di tutto, sono la morte,
a questo io servo.
CAMMINANDO
Camminando nel silenzio
ho ascoltato la voce dell'anima,
ho visto l'amore in faccia
che si prendeva gioco di me.
Ho camminato per chilometri
ho valicato montagne altissime
ho solcato tutti mari del mondo
smarrendomi mille volte,
poi sono finito in un tunnel
buio e lungo.
Lì ho trovato come compagni
spiriti che mi parlavano
di sofferenze,
poi li ho lasciati.
Ho passato il tunnel
per affrontare una grande luce,
non vedevo più nulla,
ma poi, alla fine del viaggio,
mi sono fermato,
mi ero ritrovato.
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