Diversità e dintorni
Autore: Laura Mazzaglia
Editore: Edizioni Miele
Prima edizione: 02/2009
Edizione corrente: 02/2009
EAN-ISBN: 9788863320107
Pagine: 96
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 12x20 cm
Prezzo di copertina: 12,90 Euro
Argomento: Narrativa Italiana
Acquistalo subito su Internet Bookshop Italia
Descrizione
La nascita di Anna, una bimba Down, rappresenta per i suoi genitori la linea che divide il tempo della normalità dalle stagioni di una vita che è diversa, alla ricerca di nuovi equilibri o di percorsi "altri".
In ogni caso i genitori, Lucia e Marco, mettono in discussione il loro stare nel mondo e provano a sperimentarsi in storie diverse.
Nel seguire il filo di un cammino alla ricerca di un senso, incontrano un universo di persone, ciascuna con la propria storia di diversità , fatica e bellezza.
Individui portatori di un'idea del mondo aperta, priva di giudizio e ricca di esperienze e sogni.
Ogni personaggio trova il suo posto in una trama di separazioni, incontri e partenze, dove alla fine prevale la dimensione del perdono e dell'amore.
Anna partecipa con il proprio essere bambina, descritta nelle sensazioni e nel suo essere bella e amata nonostante tutto.
Indice
Prefazione di Anna Contardi, coordinatrice nazionale Associazione Italiana Persone Down.
Premessa
Viaggio dal mare verso la terra
L'intorno
Il cambiamento
L'incontro
Attraverso il respiro della vita e le sue stagioni
Note biografiche
Laura Mazzaglia è nata a Luserna S. Giovanni nel 1958.
Laureata in Lettere con indirizzo storico, lavora per i servizi sociali ed è appassionata di cinema e letteratura.
Il tempo delle linee oblique è la sua prima Opera, con la quale si è aggiudicata il Premio Letterario per Opere inedite "Da Donna a Donna" edizione 2008.
Estratto
Mi muovo piano, tra le pareti strette che si contraggono, scivolo e torno indietro, ci provo di nuovo.
Attraverso le palpebre filtra una strana luce, mai vista nel mio stretto, liquido, tranquillo mondo di acqua tiepida.
Per un tempo che io non conosco, sono rimasta piegata ed ondeggiante all'interno di un posto dove i bambini sono al sicuro.
Poi dei movimenti strani mi hanno avvolto e spinto in un corridoio che sembra così lungo e faticoso da percorrere.
Ad un tratto l'orizzonte si dilata, mani frettolose mi prendono.
Suoni indistinti arrivano alle mie orecchie, poi di nuovo il silenzio.
Un silenzio pesante, ingombrante, diverso, interrotto dal mio primo pianto.
Apro piano gli occhi, sollevando le mie palpebre oblique, ma non vedo niente...
Immagino un fuori di camici bianchi e sguardi preoccupati.
Più in là , vicina ma distante, mia madre: un viso dolce fra riccioli neri sudati e scompigliati.
Lei mi guarda, incrocia i miei occhi e gira la testa di scatto: piange la mia vita.
.
