Autore: Domenico Lombardini
Editore:
Prospettiva editrice
Prima edizione: --/2007
Edizione corrente: --/2007
EAN-ISBN: 9788874183968
Pagine: 80
Rilegatura: Brossura
Dimensioni: 14x21 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
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Descrizione
La ricerca di una poesia civile, ovvero la continuità tra contesto storico-sociale ed esperienza poetica, è calcata sullo stilema pasoliniano: l'assenza di vere e proprio radici impone, per il tramite della poesia, la ricerca di una realtà alternativa.
Una giovane generazione, gli attuali venticinquenni, è stata prima violentata dal consumismo e ora osserva con inquietudine un futuro che non assomiglia in nulla alla promessa dei padri.
Questa generazione vive, in definitiva, alla giornata.
Dalla postfazione di
Massimo Sannelli:
"Essere pasoliniani e nascere nel 1980 è quasi una contraddizione (ed è già radicalmente diverso dal mio stato di fratello lievemente maggiore, nato nel 1973).
Significa nascere, e porsi, cronologicamente oltre il fatto che
Pasolini fosse nonno della generazione sfortunata (e di
Dutschke, a nome di tutta la generazione, come rimane scritto in Trasumanar e organizzar).
E che cosa può significare il nome di
Pasolini per chi è figlio dei nipoti del nonno ed è già nato all'interno della degradazione (antropologica e politica)? [...]"
Note biografiche
Domenico Lombardini è nato ad Albenga e si è laureato in scienze biologiche.
Accanto alla passione per i suoi studi, ha coltivato l'interesse per la letteratura e in particolare per la poesia, ed essendo stato un neofita è un autodidatta appassionato.
Ha pubblicato "Orizzonti capovolti" (Goldenpress, Genova), una raccolta di poesie neocrepuscolari.
Sue poesie sono presenti in antologie poetiche e in siti letterari come "La poesia e lo spirito" e in Pasolini.net.
Cura un blog di bioetica e scienze assieme a Davide Visigalli, suo grande amico
biovisioni.wordpress.com.
Fra i suoi punti di riferimento, che si stagliano luminosi sull'incertezza della vita, l'amore e un'inesausta vitalità .
Si vive alla giornata deve la sua forma finale a
Massimo Sannelli, poeta di Genova, che ha curato anche la postfazione della sìlloge.
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