Autore: Piero Simoni
Editore:
TA.TI. Edizioni
Prima edizione: 12/2008
Edizione corrente: 12/2008
EAN-ISBN: ---
Pagine: 72
Rilegatura: Filo di refe
Dimensioni: 14,8x21,0 cm
Prezzo di copertina: 10,00 Euro
Argomento: Poesia
Indice
scompare a poco a poco
i grandi cipressi del paese
l'ombra dei cipressi del paese
l'infinito del mare dalla riva
nell'inverno il paese
il paese antico d'inverno
nell'aria l'odore dei camini
le fattucchiere ti hanno messo di mezzo
guardo il pullman
l'aria della città medicea
i vecchi platani di cittÃ
guardi il mare
il blu del mare la sera
le macchine dell'impianto industriale
il sole del mezzogiorno
nella zona industriale
la vestizione degli alberi
l'ultimo cielo
il vento festoso
la tenue vibrazione dei papaveri
il verde nuovo degli ulivi
con in braccio il tuo piccolo
negli orti poveri dei paesani
dall'autostrada veloce
sotto la pioggia alla terra
il silenzio
la strada sterrata di campagna
indugio la sera di maggio
le cime nuove dell'alloro
il verde nuovo e copioso
una parte di te è in me
certi vecchi
scompaiono uomini semplici
il cumulo disordinato delle scarpe da tennis
i fuochi in campagna
certi vecchi
la città la sera
ho invidiato
l'ora serale e solitaria in campagna
la stanza di Villa Triste
l'odore fienile di luglio
le cime dei cipressi
le piante sofferenti
ho visto vecchi malati al paese
nei lunghi pomeriggi d'estate
so di gente
ho vissuto con gente
so di gente truffata negli anni di lavoro
il bordo mercantile ventenne
cresce l'amore nell'anima
automobili con telecomando
i cipressi in campagna
i giorni sono come foglie
la pace della solitudine
i grilli di campagna
ritrovai in un foglietto
il rosso del sole fra i rami
ho visto giovani
l'odore di resina dei pini
il lavoro degli uomini
Note biografiche
Piero Simoni: nato a Livorno nel 1948, ha svolto inizialmente studi nautici, lavorando come marittimo, poi come operaio e impiegato a terra.
Dopo i trent'anni ha frequentato la facoltà di lettere a Pisa.
Ha pubblicato raccolte di poesia:
"I sassi che raccolgo", 1976, Edinord Editrice,
"Anomia" (da 2006), 2008, Edizioni Universum.
Nel 2008 vince Il Premio editoriale "L'Incontro" XIII edizione della
Golden Press di Genova.
Ha svolto attività artistica con personali: 1976 Carrara; Bolzano; 1977 Arezzo. Collettive: 1977 Milano; 1978 un'altra Livorno, Livorno.
Nel 1979 aderisce alla "Mail art" ed è presente in numerose manifestazioni nazionali e internazionali.
Stampa con ciclostile "Al paese", un suo testo poetico sperimentale.
Nel 1980 si fa promotore della "Poesia postale" stampando in ciclostile un'antologia e una rivista di poeti marginali postali.
Con il 1984 chiude la sua attività postale , lavorando nei successivi anni privatamente, fino al 2008, e da quest'ultima data si ripresenta al pubblico.
Sposato e con una figlia, vive a Livorno e a Pienza.
Estratto
le macchine dell'impianto industriale
che hanno lavorato per anni
costituendo il pane
ma anche il dolore e la nenia degli operatori
vengono infine rottamate
gemendo e perdendo liquidi
dalla benna che le aggancia
le scuote e le solleva
sezionate già dal cannello
incassate poi su un camion
portate via
nella zona industriale
rimane compressa l'ultima casa di contadini
stonante
nella geometria lineare della razionalitÃ
vuota e abbandonata
recintata come un animale ferito
ancora in piedi per chissà quale pendenza
teatro un giorno di sentimenti
e di altra vita lavorativa
quelli dell'efficienza
della produttività e della lampadina al neon
che ne sanno della luce del sole
scompaiono uomini semplici
inconoscibili dal male
con il saluto dei parenti
maestri di vita
scompaiono in silenzio
in piccole chiese di provincia
con il traffico incurante
so di gente
tornata in campagna
per amor della terra
in piena efficienza
morir poi per un male alle ossa
altri per un male al retto
ancora per il sangue malato
tutti anzitempo
sì da costellare la nostra via di campagna
in una memoria cimiteriale
con noi e chi è rimasto fortunati
occupati a tirare avanti
ho vissuto con gente
che ha lavorato una vita in officina
gomito a gomito
a saldare in ogni serbatoio
in ogni angolo d'impianto
andar poi in pensione
e morire poco dopo
uno dietro l'altro
quasi che non dovessero
separarsi mai
automobili con telecomando
televisori con multicanali
videoregistratori
cellulari con immagine
un mondo dinamico
quasi perfetto
poi un black out
per un banale incidente
ed allora al buio per ore
senza acqua
con treni e ascensori bloccati
ospedali in crisi
chiunque in difficoltÃ
in un attesa impotente
Recensione
La poetica del
Simoni è essenziale ed icastica, frammentata, ma magicamente unita; tutto è ridotto al necessario e, senza elementi pletorici o giri di parole, colpisce direttamente il lettore provocando un brivido emozionale.
I sentimenti e le sensazioni del poeta non sono narrati e non appartengono a un passato che fu, ma si presentano come istantanee fotografiche che danno emozioni vere e presenti all'osservatore-lettore: pare, infatti, di vedere i vecchi platani, i cipressi, le distese vibranti di papaveri e sentire l'odore dei camini o il calore delle stufe a legna.
Ci sono anche immagini che parlano di sentimenti profondi e di affetti indefettibili, come quella di un pullman che si allontana, o quella del ritrovamento di un foglietto dalla scrittura ormai tremula, che rendono vivo e pulsante l'amore del poeta per la madre che solo fisicamente non è più con lui.
"Anomia", come il titolo lascia intuire, vuole essere una poetica di denuncia contro una società dove il progresso non solo ha violentato i paesaggi, ma ha profanato l'essere umano nei suoi valori primari e lo ha reso indifferente verso chi non è più in grado di produrre, ad esempio, gli anziani depositati negli ospizi e dimenticati dai figli perché non servono più.
Una società basata sulla logica del fare per possedere, piuttosto che su quella dell'essere, non piace al
Simoni, che la osserva con acribia e grande attenzione, ma con voluto distacco preferisce allontanarsene per vivere a contatto con la natura e in un mondo dal sapore antico, ma vero.
Le riflessioni dell'autore sulla realtà dei tempi moderni non si impongono con faziosità , ma sono semplici descrizioni di ciò che non può non vedere: paesaggi deturpati, solitudine, lavoratori dai fisici usurati e malati dopo anni di duro lavoro in ambienti inquinati e malsani.
Leggendo queste poesie, una domanda sorge spontanea: quale benessere, quale sicurezza ha creato il progresso, se basta un niente, un banale incidente, un black out, a creare ovunque il caos a far saltare finti equilibri e porre l'uomo in un attesa impotente ?
Simoni non fa domande e non dà risposte agli altri, ma ha trovato una risposta per se stesso: vuole vivere amando e assaporando la bellezza di una vita semplice a contatto con la natura e, nella sua poesia, riesce a farci sentire questo grande amore.
Martina Maffi
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