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Books / Literature | Popularity: 0 | Entries: 330 | Modified: 49d 4h ago | | Add to My Feeds
Anomia 2003December 26th, 2008
Anomia.jpg Autore: Piero Simoni Editore: TA.TI. Edizioni Prima edizione: 12/2008 Edizione corrente: 12/2008 EAN-ISBN: --- Pagine: 72 Rilegatura: Filo di refe Dimensioni: 14,8x21,0 cm Prezzo di copertina: 10,00 Euro Argomento: Poesia
Indice scompare a poco a poco i grandi cipressi del paese l'ombra dei cipressi del paese l'infinito del mare dalla riva nell'inverno il paese il paese antico d'inverno nell'aria l'odore dei camini le fattucchiere ti hanno messo di mezzo guardo il pullman l'aria della città medicea i vecchi platani di città guardi il mare il blu del mare la sera le macchine dell'impianto industriale il sole del mezzogiorno nella zona industriale la vestizione degli alberi l'ultimo cielo il vento festoso la tenue vibrazione dei papaveri il verde nuovo degli ulivi con in braccio il tuo piccolo negli orti poveri dei paesani dall'autostrada veloce sotto la pioggia alla terra il silenzio la strada sterrata di campagna indugio la sera di maggio le cime nuove dell'alloro il verde nuovo e copioso una parte di te è in me certi vecchi scompaiono uomini semplici il cumulo disordinato delle scarpe da tennis i fuochi in campagna certi vecchi la città la sera ho invidiato l'ora serale e solitaria in campagna la stanza di Villa Triste l'odore fienile di luglio le cime dei cipressi le piante sofferenti ho visto vecchi malati al paese nei lunghi pomeriggi d'estate so di gente ho vissuto con gente so di gente truffata negli anni di lavoro il bordo mercantile ventenne cresce l'amore nell'anima automobili con telecomando i cipressi in campagna i giorni sono come foglie la pace della solitudine i grilli di campagna ritrovai in un foglietto il rosso del sole fra i rami ho visto giovani l'odore di resina dei pini il lavoro degli uomini Note biografiche Piero Simoni: nato a Livorno nel 1948, ha svolto inizialmente studi nautici, lavorando come marittimo, poi come operaio e impiegato a terra. Dopo i trent'anni ha frequentato la facoltà di lettere a Pisa. Ha pubblicato raccolte di poesia: "I sassi che raccolgo", 1976, Edinord Editrice, "Anomia" (da 2006), 2008, Edizioni Universum. Nel 2008 vince Il Premio editoriale "L'Incontro" XIII edizione della Golden Press di Genova. Ha svolto attività artistica con personali: 1976 Carrara; Bolzano; 1977 Arezzo. Collettive: 1977 Milano; 1978 un'altra Livorno, Livorno. Nel 1979 aderisce alla "Mail art" ed è presente in numerose manifestazioni nazionali e internazionali. Stampa con ciclostile "Al paese", un suo testo poetico sperimentale. Nel 1980 si fa promotore della "Poesia postale" stampando in ciclostile un'antologia e una rivista di poeti marginali postali. Con il 1984 chiude la sua attività postale , lavorando nei successivi anni privatamente, fino al 2008, e da quest'ultima data si ripresenta al pubblico. Sposato e con una figlia, vive a Livorno e a Pienza. Estratto le macchine dell'impianto industriale che hanno lavorato per anni costituendo il pane ma anche il dolore e la nenia degli operatori vengono infine rottamate gemendo e perdendo liquidi dalla benna che le aggancia le scuote e le solleva sezionate già dal cannello incassate poi su un camion portate via nella zona industriale rimane compressa l'ultima casa di contadini stonante nella geometria lineare della razionalità vuota e abbandonata recintata come un animale ferito ancora in piedi per chissà quale pendenza teatro un giorno di sentimenti e di altra vita lavorativa quelli dell'efficienza della produttività e della lampadina al neon che ne sanno della luce del sole scompaiono uomini semplici inconoscibili dal male con il saluto dei parenti maestri di vita scompaiono in silenzio in piccole chiese di provincia con il traffico incurante so di gente tornata in campagna per amor della terra in piena efficienza morir poi per un male alle ossa altri per un male al retto ancora per il sangue malato tutti anzitempo sì da costellare la nostra via di campagna in una memoria cimiteriale con noi e chi è rimasto fortunati occupati a tirare avanti ho vissuto con gente che ha lavorato una vita in officina gomito a gomito a saldare in ogni serbatoio in ogni angolo d'impianto andar poi in pensione e morire poco dopo uno dietro l'altro quasi che non dovessero separarsi mai automobili con telecomando televisori con multicanali videoregistratori cellulari con immagine un mondo dinamico quasi perfetto poi un black out per un banale incidente ed allora al buio per ore senza acqua con treni e ascensori bloccati ospedali in crisi chiunque in difficoltà in un attesa impotente Recensione La poetica del Simoni è essenziale ed icastica, frammentata, ma magicamente unita; tutto è ridotto al necessario e, senza elementi pletorici o giri di parole, colpisce direttamente il lettore provocando un brivido emozionale. I sentimenti e le sensazioni del poeta non sono narrati e non appartengono a un passato che fu, ma si presentano come istantanee fotografiche che danno emozioni vere e presenti all'osservatore-lettore: pare, infatti, di vedere i vecchi platani, i cipressi, le distese vibranti di papaveri e sentire l'odore dei camini o il calore delle stufe a legna. Ci sono anche immagini che parlano di sentimenti profondi e di affetti indefettibili, come quella di un pullman che si allontana, o quella del ritrovamento di un foglietto dalla scrittura ormai tremula, che rendono vivo e pulsante l'amore del poeta per la madre che solo fisicamente non è più con lui. "Anomia", come il titolo lascia intuire, vuole essere una poetica di denuncia contro una società dove il progresso non solo ha violentato i paesaggi, ma ha profanato l'essere umano nei suoi valori primari e lo ha reso indifferente verso chi non è più in grado di produrre, ad esempio, gli anziani depositati negli ospizi e dimenticati dai figli perché non servono più. Una società basata sulla logica del fare per possedere, piuttosto che su quella dell'essere, non piace al Simoni, che la osserva con acribia e grande attenzione, ma con voluto distacco preferisce allontanarsene per vivere a contatto con la natura e in un mondo dal sapore antico, ma vero. Le riflessioni dell'autore sulla realtà dei tempi moderni non si impongono con faziosità, ma sono semplici descrizioni di ciò che non può non vedere: paesaggi deturpati, solitudine, lavoratori dai fisici usurati e malati dopo anni di duro lavoro in ambienti inquinati e malsani. Leggendo queste poesie, una domanda sorge spontanea: quale benessere, quale sicurezza ha creato il progresso, se basta un niente, un banale incidente, un black out, a creare ovunque il caos a far saltare finti equilibri e porre l'uomo in un attesa impotente ? Simoni non fa domande e non dà risposte agli altri, ma ha trovato una risposta per se stesso: vuole vivere amando e assaporando la bellezza di una vita semplice a contatto con la natura e, nella sua poesia, riesce a farci sentire questo grande amore. Martina Maffi .

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